TELEPATIA
Cosa significa il termine
telepatia?
Termine derivante dal greco "tèle=lontano" e
"pàthos=sofferenza, sensazione".
Quindi si indica con questo termine, la fenomenologia
rappresentata dalla comunicazione tra mente e
mente. Chi se ne è occupato in passato?
Il Myers fu il primo ad adottare questo
termine e non escluse che la comunicazione potesse avvenire tra
la mente di un vivente e quella di un defunto. E' vero comunque
che la telepatia è ormai inclusa a tutti gli effetti nella
larga fenomenologia chiamata ESP. Come numerosi altri fenomeni
(soprattutto facoltà ESP), anche la telepatia ha riscontri
primitivi come a far parte di un patrimonio genetico estinto o
comunque drasticamente diminuito con l'arrivo della scienza,
della ragione, delle decisioni razionali, come si legge
chiaramente in Storia della Parapsicologia di U. Déttore del
1976.
E parlando di storia della telepatia, questa
sarebbe cominciata con lo studio dei casi documentati. I primi
ad interessarsi al fenomeno, conducendo esperimenti su soggetti
leggermente ipnotizzati, furono i membri della Società per la
Ricerca Psichica di Londra dal 1882 anche se, a detta di molti,
i primi esperimenti furono condotti da Mesmer.
La moglie del famoso professor Rhine, Louisa
Rhine, elaborò un preciso elenco di condizioni alle quali un
fenomeno telepatico deve rispondere:
Innanzitutto la "veridicità" della rivelazione, poi
ll'esistenza di almeno "un testimone" che possa confermare la
cosa e "un testo" non più vecchio di cinque anni che possa
confermare ancora la rivelazione del soggetto telepatico.
Ancora possiamo catalogare i più diffusi casi di telepatia in
ordine di importanza o meglio nei modi in cui più avviene un
caso di telepatia:
- sogno telepatico ovvero un sogno che permette al soggetto che
dorme di vedere cose lontane;
- allucinazioni telepatiche;
- impressioni;
- allucinazioni.
Per fare in modo che gli errori di valutazioni su di un
soggetto potenzialmente telepatico si riducano, ha la sua
fondamentale importanza l'analisi quantitativa del fenomeno.
Questo tipo di analisi, a cui dedicherò un completo articolo,
associata al calcolo delle probabilità e alla statistica, fa in
modo di dimostrare che
1) il fenomeno esiste e non è un puro caso o
coincidenza di cose
2) permette di individuare i soggetti
telepatici in una massa.
Questo tipo di studio fu comunque inaugurato
dal Richet ma ebbe una completa evoluzione e specializzazione
attraverso gli ormai più che famosi esperimenti del professor
Rhine nel suo laboratorio parapsicologico di Duke.

CARTE DI ZENER
La ricerca qualitativa invece serve per
approfondire la dinamica del fenomeno.
Resta il fatto che spesso il fenomeni telepatico si lascia
confondere con il fenomeno della chiaroveggenza.
Il prof. Mundle chiarì questa "diversità"
elaborando due precise definizioni:
La telepatia è una percezione
extrasensoriale la cui fonte è un'altra persona mentre la
chiaroveggenza è pur sempre una percezione extrasensoriale
ma dovuta a situazioni oggettive o comuni ambienti,
oggetti.
Al Terzo Convegno di Ricerche Psichiche
l'Ingegnere chimico René Warcollier presentò una relazione
sulle trasmissioni telepatiche a grande distanza, affermando
che la distanza non influisce sulla trasmissione.
Nel 1928 però trasmissioni telepatiche a grande distanza (Atene
- Parigi o Atene Varsavia) ad opera della società di Ricerche
Psichiche Greca non ebbero risultati soddisfacenti cosa
giustificata dal fatto che furono utilizzati gruppi di persone
e non singoli.
Ciò portò al dubbio che esperimenti
effettuati non da singoli agenti trasmittenti e riceventi danno
origine a "interferenze" che portano all'annullamento dele
trasmissioni.
Diversi anni dopo vennero effetuati anche esperimenti di
telepatia tra animali ed esperimenti tra diverse specie
vegetali.
Restano tre fondamentalmente, secondo gli
studiosi, le cause del fenomeno telepatico:
l'energia elettrica e quindi l'elettromagnetismo del
cervello umano;
l'esistenza di uno psichismo universale;
fonti di energie ancora non scoperte che risponderebbero
comunque alle leggi fisiche conosciute.
La telepatia Oggi
Il DARPA prepara l’arma bellica della telepatia
Fonte:
http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/tecnologia/telepatia-militare/telepatia-militare/telepatia-militare.html
Fonte:
http://centroufologicotaranto.wordpress.com/2009/05/18/il-darpa-prepara-larma-bellica-della-telepatia/
Dai campi di battaglia del futuro, tra il fischio delle
pallottole che fendono l’aria, il boato delle granate che
esplodono, il fragore degli elicotteri che volano bassi,
potrebbe sparire un suono che ha caratterizzato le guerre da
prima della polvere da sparo: quello della voce umana. La
Darpa, l’agenzia del ministero della Difesa statunitense che si
occupa di sviluppare le tecnologie militari dei prossimi
decenni, ha finanziato un progetto che prevede l’uso della
telepatia come mezzo di comunicazione tra i soldati.
Battezzato “Silent Talk”, il programma ha
l’obiettivo di “consentire la comunicazione tra utenti
su un campo di battaglia senza l’uso della voce,
attraverso l’analisi dei segnali neurali”,
come si legge in uno stralcio di documento riportato
dal sito della rivista Wired. Il Pentagono ha
destinato al progetto 4 milioni di dollari, che vanno a
sommarsi agli ulteriori 4 milioni che l’esercito
americano aveva stanziato un anno fa per indagare,
insieme alla University of California, la possibilità
della cosiddetta “computer-mediated
telepathy”.
Alla base dell’idea c’è la consapevolezza che le
parole e le frasi, prima di venire pronunciate, si
formano nella mente, mettendo in moto un complesso
processo il cui esito ultimo è l’emissione dei suoni.
La tecnologia immaginata dalla Darpa dovrebbe
intercettare i segnali emessi dal cervello nel momento
in cui le parole vengono pensate e trasmetterle
correttamente al destinatario senza passare dalla
bocca.
La tecnologia per trasformare le onde cerebrali in
comandi interpretabili dai computer ha fatto negli
ultimi anni enormi progressi, soprattutto in relazione
all’assistenza dei disabili. Sono ormai realtà i
prototipi di protesi ortopediche e sedie a rotelle
comandate con la mente, così come i sistemi che
permettono di comporre frasi attraverso una tastiera
senza il bisogno di toccarla. Ma il progetto
“Silent Talk”, per avere successo, richiede ben altri
progressi: prima di tutto, bisogna trovare il modo di
estrarre parole e concetti da un
elettroencefalogramma. Poi bisogna capire se
tra i segnali neurali di individui differenti esistano
pattern comuni o generalizzabili. Infine, c’è da
costruire un sistema in grado di decodificare questi
segnali e trasmetterli a breve distanza. In
prospettiva, il sistema immaginato dal Darpa potrebbe
servire anche al contrario, cioè per intercettare i
pensieri del nemico direttamente alla fonte.
Nata nel 1958, la Darpa ha la missione di
sviluppare tecnologie futuristiche di applicazione
militare, spesso destinate ad avere effetti dirompenti
in ambito civile: i ricercatori del Pentagono furono i
primi a occuparesi del programma spaziale statunitense,
poi affidato alla Nasa. Nel 1969 crearono
Arpanet, un sistema di comunicazione tra computer che
sarà il primo nucleo di internet.
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